Id-e: il Consiglio federale avvia la consultazione

(Ultima modifica 29.06.2022)

Berna, 29.06.2022 - Il nuovo mezzo di identificazione elettronico (Id-e) intende permettere ai titolari di identificarsi nel mondo virtuale in modo semplice, sicuro e veloce. Nella seduta del 29 giugno 2022, il Consiglio federale ha avviato la consultazione, che si concluderà il 20 ottobre 2022, sul pertinente avamprogetto. In base alla normativa proposta, l’Id-e sarà emesso dalla Confederazione e garantirà la massima protezione possibile dei dati personali.

Dopo l'esito negativo della votazione popolare del 7 marzo 2021 sulla legge sui servizi d'identificazione elettronica, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di delineare, in collaborazione con la Cancelleria federale e il Dipartimento federale delle finanze, un'identificazione elettronica sicura statale. Nel frattempo il Consiglio nazionale ha approvato sei mozioni di identico tenore, presentate da tutti i gruppi parlamentari, che chiedevano l'introduzione di un mezzo di identificazione elettronico emesso dallo Stato e atto a dimostrare la propria identità. Il 13 giugno 2022, anche il Consiglio degli Stati ha accolto le mozioni.

Per coinvolgere con debito anticipo gli ambienti interessati nella stesura della nuova legge, l'Ufficio federale di giustizia ha avviato nell'autunno del 2021 una consultazione informale pubblica. Sulla base dei 60 pareri pervenuti, il 17 dicembre 2021 il Consiglio federale ha preso una decisione di principio e fissato i capisaldi del nuovo Id‑e statale. Nella seduta del 29 giugno 2022 ha quindi avviato la consultazione ufficiale sull'avamprogetto di legge sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (LIdE) che si concluderà il 20 ottobre 2022.

Il mezzo di identificazione elettronico statale

Il nuovo Id‑e intende consentire agli utenti di attestare digitalmente la propria identità in modo sicuro, semplice e veloce. Secondo la normativa proposta, i titolari di una carta d'identità, di un passaporto svizzero o di una carta di soggiorno per stranieri rilasciata da un'autorità svizzera, potranno richiedere un Id‑e. La Confederazione intende offrire una app per lo smartphone con cui gestire in modo sicuro tale mezzo d'identificazione. L'Id‑e può essere utilizzato sia in Internet, ad esempio per ordinare online un estratto del casellario giudiziale, sia nel mondo reale, ad esempio per dimostrare la propria età quando si acquistano alcolici. Rispetto al disegno di legge respinto nel 2021, la Confederazione è ora responsabile dell'emissione dell'Id‑e e gestisce direttamente l'infrastruttura su cui si basa tale mezzo.

La protezione dei dati è garantita

L'avamprogetto assicura ai titolari del futuro Id‑e statale il massimo controllo possibile sui loro dati (principio della self-sovereign identity). Come chiesto dalle mozioni, la protezione dei dati va garantita non solo attraverso il sistema (principio della privacy by design), ma anche mediante la minimizzazione dei flussi di dati (principio della minimizzazione dei dati) e il salvataggio dei dati decentralizzato. Il Consiglio federale intende inoltre formulare la legge in modo neutrale rispetto agli aspetti tecnici. In ogni caso il sistema svizzero dell'Id‑e va impostato in modo tale da rispettare gli standard internazionali, affinché in futuro tale mezzo possa essere riconosciuto e utilizzato anche all'estero.

L'impiego dell'Id‑e è volontario e gratuito. Tutti i servizi della Confederazione per i quali è possibile usare l'Id‑e continueranno ad essere offerti anche in modalità analogica. Nel contempo tutte le autorità, anche cantonali e comunali, saranno tenute ad accettare l'Id‑e se ricorrono all'identificazione elettronica, ad esempio quando rilasciano un certificato di domicilio o un estratto del registro esecuzioni e fallimenti.

L'infrastruttura di fiducia anche per altri mezzi di autenticazione elettronici

La normativa proposta prevede che l'infrastruttura statale creata per l'Id‑e possa essere utilizzata anche da autorità comunali e cantonali nonché da privati. Attualmente documenti come i certificati di domicilio, gli estratti dal registro esecuzioni e fallimenti, i diplomi, i biglietti per manifestazioni e le tessere associative sono per lo più rilasciati su supporti fisici o eventualmente come documento PDF. Con l'infrastruttura prevista, questi documenti potranno essere rilasciati anche in formato digitale ed essere gestiti in modo sicuro nell'app messa a disposizione dalla Confederazione. L'apertura dell'infrastruttura al settore privato potrà avvenire progressivamente.


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Rolf Rauschenbach, Ufficio federale di giustizia, T +41 58 465 31 20, rolf.rauschenbach@bj.admin.ch



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