Misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT)
Votazione popolare del 13 giugno 2021
Partecipazione: 59.57 %
Totale: 3 202 178
Sì: 1 811 795 (56,6 %)
No: 1 390 383 (43,4 %)
Cantoni Sì: 20 5/2
Cantoni No: 0 1/2
Sotto trovate le informazioni sulla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) che il DFGP aveva messo in rete prima della votazione del 13 giugno 2021
Dagli attacchi di Parigi del 2015 sono state perpetrate in Europa varie decine di attentati con motivazioni terroristiche. Secondo il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) la minaccia del terrorismo resta elevata anche in Svizzera. Oggi la polizia può di regola intervenire soltanto quando una persona ha commesso un reato. Per poter impedire attacchi terroristici, il Consiglio federale e il Parlamento hanno creato una nuova base legale grazie alla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT): in futuro la polizia potrà intervenire con più efficienza a titolo preventivo. Contro la legge è stato lanciato il referendum; la votazione avrà luogo il 13 giugno 2021.
13 aprile 2021 Intervenire prima che sia troppo tardi Conferenza stampa del 13 aprile 2021 in vista della votazione del 13 giugno 2021 sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo. Consigliera federale Karin Keller-Sutter – fa fede il testo orale.
Le nuove disposizioni di legge consentono alla polizia di intervenire in modo più tempestivo e a titolo preventivo se sussistono indizi concreti e attuali che una persona costituisca una minaccia terroristica. Su richiesta di un Cantone, del SIC o eventualmente di un Comune, i potenziali terroristi potranno essere convocati per colloqui o obbligati a presentarsi regolarmente presso la polizia.
Panoramica delle singole misure
Una persona è obbligata a partecipare regolarmente a colloqui. In tal modo s’intende verificare se costituisce un pericolo e se è possibile indurla a cambiare il suo comportamento.
Una persona deve presentarsi regolarmente presso una determinata autorità. Si può così ad esempio controllare se si attiene al divieto di lasciare il Paese.
A una persona è vietato avere contatti con persone che frequentano ambienti terroristici, sono favorevoli ad attività terroristiche oppure sono attive nella propaganda. Si intende in tal modo impedire il contatto diretto o indiretto tra persone radicalizzate.
A una persona è vietato lasciare la Svizzera, se sussiste il pericolo che possa dedicarsi ad attività terroristiche all'estero.
Una persona non può lasciare determinati luoghi o accedervi.
Una persona deve trattenersi in un determinato immobile. Si ricorre a questa misura soltanto quando sussistono indizi concreti e attuali che una persona costituisce un grave pericolo per la vita e l’integrità fisica di terzi e non ha rispettato una o più misure di polizia disposte in precedenza. La residenza coatta necessita sempre dell’approvazione del giudice dei provvedimenti coercitivi.
I potenziali terroristi con cittadinanza straniera possono essere detenuti per garantire il loro rinvio coatto.
La nuova legge contiene una serie di disposizioni volte a evitare un’applicazione arbitraria e sproporzionata. Tutte le misure sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale e hanno una durata limitata. La residenza coatta necessita inoltre dell’approvazione del giudice dei provvedimenti coercitivi. Infine, le nuove misure devono essere proporzionate. Questo significa che:
le misure sono sempre adottate con riguardo al caso specifico;
devono sussistere indizi concreti e attuali di una minaccia terroristica;
le misure si applicano soltanto quando misure meno severe si rivelano inutili o non vengono rispettate;
le misure sono a tempo determinato;
la loro legalità può essere verificata in ogni singolo caso dal Tribunale amministrativo federale
Parere del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale e il Parlamento sono favorevoli alla nuova legge per i motivi elencati qui di seguito.
Migliorare la protezione della popolazione
Anche in Svizzera vi sono persone che rappresentano una minaccia terroristica. Le misure e gli strumenti attualmente a disposizione, quali i programmi di deradicalizzazione, non sono tuttavia sufficienti. Per questo motivo le autorità cantonali chiedono strumenti di prevenzione supplementari. La nuova legge soddisfa questa richiesta. Fondandosi sulle nuove basi legali, la polizia potrà intervenire se dispone di indizi concreti e attuali che una persona commetterà un atto terroristico. In futuro sarà quindi possibile migliorare la protezione della popolazione dal terrorismo.
Misure mirate
Ogni misura è calibrata sul singolo caso. In linea di massima le misure meno incisive, quali ad esempio i programmi occupazionali o l'assistenza psicologica, restano prioritarie. Si ricorre a una misura più severa soltanto se quelle precedenti non hanno avuto successo o non sono state rispettate. La residenza coatta, che rappresenta la misura più estrema, necessita sempre dell’autorizzazione di un giudice.
Parte di una strategia più ampia
Le nuove misure di polizia completano l'attuale strategia della Confederazione per la lotta al terrorismo, che comprende la prevenzione, la repressione e la reintegrazione. Gli strumenti preventivi supplementari colmano una lacuna di questa strategia.
Garantiti i principi dello Stato di diritto
Consiglio federale e Parlamento ritengono i nuovi strumenti compatibili con i diritti fondamentali, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e le pertinenti convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo. La tutela giurisdizionale è garantita a tutte le persone oggetto di una misura: la residenza coatta necessita dell’approvazione di un giudice e tutte le misure possono essere successivamente impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale. I principi dello Stato di diritto sono così garantiti.
Tutelare i valori fondamentali
Il terrorismo costituisce sempre anche un attacco ai valori fondamentali della società e alle istituzioni democratiche di un Paese. Per tutelarli e proteggerli il terrorismo va combattuto tempestivamente e con fermezza. A tal fine servono strumenti efficaci. La legge prevede appunto simili strumenti e consente di lottare contro il terrorismo prima che venga compiuto un attentato.
Per tutte queste ragioni, il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT).
Cos’è stato fatto finora?
8 dicembre 2017: Il Consiglio federale avvia la consultazione in merito alla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) (comunicato stampa).
22 maggio 2019: Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) (comunicato stampa).
9 dicembre 2019 - 25 settembre 2020: Dibattiti parlamentari (19.032)
3 febbraio 2021: Il Consiglio federale fissa al 13 giugno 2021 la votazione sulla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), a condizione che riesca il referendum (comunicato stampa).
3 marzo 2021: La Cancelleria federale informa che il referendum contro la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) è formalmente riuscito (comunicato stampa).
13 aprile 2021: Conferenza stampa con gli argomenti del Consiglio federale e del Parlamento (Comunicato stampa)
Domande e risposte
No, le PMT non implicano l’inversione dell’onere della prova. La procedura per le MPT non si distingue da altre procedure amministrative – neppure per quanto riguarda l’onere della prova.
La prova che sono soddisfatte le condizioni per ordinare le MPT deve essere fornita da fedpol. Dalla motivazione della decisione deve risultare chiaramente che l’interessato costituisce una minaccia terroristica. Quest’ultimo può previamente pronunciarsi in merito, purché non vi sia pericolo nel ritardo.
Se non è d’accordo con le MPT ordinate, l’interessato può impugnarle dinanzi al Tribunale amministrativo federale, argomentando, ad esempio, che fedpol si basa su fatti falsi o valutazioni erronee. In nessun caso l’interessato deve provare di non essere pericoloso.
In una società aperta la critica è sempre giustificata. Tra i professori universitari vi sono sempre opinioni contrastanti. Centinaia di esperti di diritto non hanno firmato la lettera.
È compito degli esperti mettere in questione e criticare. Secondo la Costituzione, la Confederazione e i Cantoni devono garantire la sicurezza della popolazione. La legge sulle MPT fornisce un contributo importante ed equilibrato a tal fine.
Su incarico della Confederazione e dei Cantoni, un rinomato esperto di diritto ha analizzato gli arresti domiciliari. È giunto alla conclusione che la misura più severa tra le MPT può essere applicata conformemente alla CEDU, a condizione che vengano concesse delle deroghe. Secondo il Consiglio federale e il Parlamento gli arresti domiciliari sono tuttavia compatibili con la CEDU anche se non vengono concesse deroghe.
Il messaggio e il disegno di legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) sono stati adottati dal Consiglio federale. Nell’elaborare il disegno di legge si è tenuto conto di tutti i pareri delle unità dell’Amministrazione federale, anche di quello della Direzione del diritto internazionale pubblico. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato a netta maggioranza la legge nella versione posta in votazione.
Il Consiglio federale e il Parlamento intendono migliorare la protezione della popolazione da attacchi terroristici. A tal fine la polizia deve poter intervenire prima che sia troppo tardi. In determinati casi sono necessari strumenti preventivi quali il divieto di avere contatti o di lasciare la Svizzera oppure, nel caso estremo, anche gli arresti domiciliari, in modo da impedire a una persona radicalizzata di commettere reati terroristici. Nei Cantoni tali strumenti non sono attualmente a disposizione, o perlomeno non in modo sufficiente. Se hanno esaurito le misure disponibili e il pericolo terroristico persiste, in futuro i Cantoni potranno chiedere a fedpol di applicare le MPT.
Il diritto penale non costituisce un’alternativa alle MPT. L’obiettivo del diritto penale è punire chi ha commesso un reato. Le MPT intendono invece impedire la commissione di un reato terroristico. Il diritto penale si applica soltanto se una persona prepara in modo concreto un reato terroristico o se lo ha già commesso, vale a dire se ha già propagandato il terrorismo o se ha ferito e ucciso persone con un attacco. Chi intende compiere un attacco terroristico con veicoli o coltelli non ha bisogno di preparativi o di sostegno e quindi in tal caso le misure preventive assumono maggiore importanza.
Il terrorismo è una minaccia reale in Svizzera. Alcuni esempi:
nel 2020 in Svizzera (Morges, Lugano) sono stati commessi due attacchi con coltelli, probabilmente di matrice terroristica;
nel novembre 2020 un jihadista ha compiuto un attentato a Vienna. In estate l’attentatore aveva intrattenuto contatti diretti con due cittadini svizzeri attualmente oggetto di un’indagine del Ministero pubblico della Confederazione;
presso il MPC sono attualmente pendenti 80 procedimenti penali nell’ambito del terrorismo di matrice jihadista.;
il Servizio della attività informative della Confederazione giudica tuttora elevata la minaccia terroristica;
dal 2015, in Svizzera numerose persone sono state condannate per terrorismo.
Sì. Alle nuove misure preventive di polizia si applicano tutte le garanzie e le norme procedurali previste dallo Stato di diritto. Le misure devono sempre rispettare il principio di proporzionalità e possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Per i cosiddetti arresti domiciliari è necessaria l’approvazione di un giudice.
Su incarico della Confederazione e dei Cantoni, Andreas Donatsch, professore emerito di diritto penale e di procedura penale, ha esaminato la compatibilità degli arresti domiciliari con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Nella sua perizia di aprile 2019 ha concluso che gli arresti domiciliari possono essere applicati in modo conforme alla CEDU se sono soddisfatte determinate condizioni.
Ciò è innanzitutto il caso quando l’esecuzione degli arresti domiciliari è allentata e vengono concesse deroghe sufficienti che rendono possibili contatti con l’esterno e una vita sociale. In tal caso può trattarsi di una semplice limitazione della libertà alla quale si applicano condizioni meno severe. La legge prevede esplicitamente la possibilità di concedere deroghe agli arresti domiciliari. La persona interessata ha così ad esempio la possibilità di proseguire una formazione, partecipare a un allenamento sportivo, essere presente al matrimonio di un fratello o agli incontri con i genitori organizzati dalla scuola frequentata dai figli.
Spesso non sarà tuttavia possibile concedere queste deroghe. In tal caso si tratterà di una privazione della libertà. Secondo la CEDU, la privazione della libertà è ammessa se serve a imporre un obbligo legale. La nuova legge tiene conto di questa condizione: gli arresti domiciliari possono essere ordinati soltanto se l’interessato ha violato le MPT meno severe. Gli arresti domiciliari devono quindi essere necessari per imporre l’esecuzione di una misura meno severa. Sono dunque conformi alla CEDU.
Le MPT non pregiudicano il diritto democratico di chiedere cambiamenti e lottare per ottenerli. Al contrario: le misure preventive di polizia garantiscono proprio la salvaguardia dell’ordinamento sociale e giuridico che permette la libertà d’opinione.
Lo sancisce esplicitamente l’articolo sullo scopo della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI), di cui fanno parte anche le MPT: «La presente legge ha lo scopo di garantire i fondamenti democratici e costituzionali della Svizzera nonché di proteggere la libertà della sua popolazione». Ogni autorità e ogni tribunale deve attenersi a questo scopo. Qualsiasi limitazione della libertà che serve a uno scopo diverso da questo costituisce una violazione della legge stessa.
Le MPT intendono quindi proteggere dal terrorismo l’ordinamento liberale, democratico e conforme allo Stato di diritto della Svizzera. Di questo ordinamento fanno ad esempio parte l’uguaglianza, la dignità umana, la libertà di espressione e i diritti politici. Chi intende distruggere questo ordinamento con attività terroristiche, ossia commettendo reati gravi o diffondendo paura e terrore, è un potenziale terrorista.
Le MPT possono essere pronunciate soltanto contro potenziali terroristi. E devono sussistere indizi attuali e concreti che qualcuno stia per commettere un’azione terroristica. Secondo le stime di fedpol, le misure di polizia dovranno essere pronunciate in poche decine di casi all’anno.
Le MPT rispettano e tutelano i diritti dei bambini e degli adolescenti. La legge prevede esplicitamente che prevalgono in ogni caso le misure tese a proteggere i minori. Soltanto se una minaccia terroristica non può essere contrastata in altro modo, possono essere pronunciate misure quali il divieto di avere contatti o di lasciare la Svizzera. Soltanto a queste condizioni le misure sono ammesse anche nei confronti di bambini e adolescenti.
Secondo le informazioni in possesso di varie autorità di sicurezza europee, la propaganda terroristica destinata specificamente ai bambini e agli adolescenti è particolarmente efficace. A seconda della situazione in cui si trovano, i bambini e soprattutto gli adolescenti in età puberale sono particolarmente sensibili alle ideologie radicali.
Nel 2016, in occasione di un controllo della polizia alla stazione di Hannover, una simpatizzante quindicenne del cosiddetto Stato islamico ha ferito un agente con una coltellata al collo. Le persone più giovani che si sono recate all’estero con finalità jihadiste avevano tra i 15 e i 16 anni al momento di lasciare la Svizzera. Nel 2019 il nostro Paese ha svolto un’operazione anti-terrorismo diretta contro sei giovani adulti e cinque giovani non ancora maggiorenni.
I limiti di età non sono casuali poiché si inseriscono nel diritto già vigente. In Svizzera un bambino è perseguibile penalmente a partire dall’età di 10 anni. A partire dai 15 anni possono essere pronunciate misure privative della libertà secondo il diritto penale minorile. A ciò corrisponde il limite di età di 15 anni previsto per gli arresti domiciliari.
Nel caso di bambini e adolescenti, l’effetto preventivo delle misure di polizia è particolarmente importante. Sottraendoli alla propaganda terroristica e allontanandoli dagli ambienti radicali si può evitare che commettano un reato terroristico le cui conseguenze potrebbero segnare il resto della loro vita.
Il Consiglio federale approva l’accordo tra la Svizzera e l’Unione europea sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei
Nella seduta del 19 novembre 2025, il Consiglio federale ha approvato l’accordo tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei (Passenger Name Record, PNR). L’accordo disciplina l’inoltro dei PNR dalle imprese di trasporto aereo europee alla Svizzera, il loro trattamento da parte del nostro Paese e lo scambio di informazioni tra le unità nazionali responsabili del trattamento dei PNR negli Stati Parte. L’obiettivo è contrastare il terrorismo e altre gravi forme di criminalità. Nella medesima seduta, il Consiglio federale ha disposto l’entrata in vigore parziale di tre articoli della legge sui dati dei passeggeri aerei.
8 ottobre 2025
Ordinanza sui dati dei passeggeri aerei: il Consiglio federale apre la procedura di consultazione
Nella seduta dell’8 ottobre 2025 il Consiglio federale ha aperto la procedura di consultazione relativa all’ordinanza sui dati dei passeggeri aerei (ODPA). L’ODPA permetterà di attuare la nuova legge sui dati dei passeggeri aerei (LDPA). In futuro, le autorità di sicurezza saranno pertanto autorizzate a trattare i dati dei passeggeri aerei per combattere il terrorismo e altre gravi forme di criminalità.
30 aprile 2025
Il Consiglio federale pone in vigore la legge che vieta Hamas
Nella seduta del 30 aprile 2025 il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore il 15 maggio 2025 la legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate.
13 novembre 2024
Il Consiglio federale adotta il messaggio sul potenziamento del SIS nella lotta contro il terrorismo e le gravi forme di criminalità
In futuro, Europol potrà proporre a uno Stato Schengen di segnalare nel Sistema d’informazione Schengen (SIS) cittadini di uno Paese terzo sospettati di terrorismo o di crimini gravi. Questo sviluppo dell’acquis di Schengen richiede una modifica delle basi giuridiche svizzere. Nella seduta del 13 novembre 2024 il Consiglio federale ha adottato il pertinente messaggio.
11 settembre 2024
Minaccia terroristica: nulla da segnalare ai confini durante i grandi eventi sportivi
Per rafforzare la sicurezza in previsione dei vari grandi eventi a livello nazionale e internazionale, a fine maggio il Consiglio federale aveva deciso di intensificare in modo mirato e temporaneo i controlli alle frontiere. I dati rilevati durante i controlli intensificati non hanno indicato nessuna minaccia concreta di terrorismo.
18 maggio 2021
Mieux protéger la population contre le terrorisme
Evento pubblico sulle MPT, Losanna; Consigliera federale Karin Keller-Sutter - vale il testo parlato
17 maggio 2021
"Alle rechtsstaatlichen Garantien werden eingehalten"
Visita alla SoKo Master della polizia cantonale di Zurigo; Consigliera federale Karin Keller-Sutter - vale il testo parlato
10 maggio 2021
"Es geht bei PMT um den Schutz der Bürgerinnen und Bürger"
Visita della centrale d'impegno e d'allarme fedpol; Consigliera federale Karin Keller-Sutter - vale il testo parlato
13 aprile 2021
Intervenire prima che sia troppo tardi
Conferenza stampa del 13 aprile 2021 in vista della votazione del 13 giugno 2021 sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo. Consigliera federale Karin Keller-Sutter – fa fede il testo orale.
26 maggio 2021
Infrarouge: débat sur les mesures policières contre le terrorisme
Intervista, 26 maggio 2021: RTS Un, Infrarouge; Alexis Favre
22 maggio 2021
"Abstimmungs-Arena" zum Terrorismus-Gesetz
Intervista, 21 maggio 2021: SRF1, Arena
21 maggio 2021
"La minaccia terroristica è invisibile ma molto reale"
Intervista, 21 maggio 2021: Corriere del Ticino
21 maggio 2021
"Senza la legge contro il terrorismo perdiamo i giovani che si radicalizzano"
Intervista, 21 maggio 2021: NZZ
19 maggio 2021
"Tutelare la libertà dei cittadini, non quella dei terroristi"
Intervista, 19 maggio 2021: PLR. I Liberali Radicali