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Pubblicato il 18 novembre 2025

Lotta alla violenza domestica e sessuale

La lotta alla violenza domestica e sessuale è una priorità del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Insieme al Dipartimento federale dell’interno (DFI), ai Cantoni e ad altri partner e organizzazioni nonché a città e Comuni, il DFGP elabora diverse misure contro la violenza domestica e sessuale.

Conferenza stampa del 27 aprile 2026

Comunicato del 27 aprile 2026

Insieme contro la violenza domestica: notevoli progressi grazie alla roadmap – ulteriori misure in preparazione

La roadmap contro la violenza domestica e sessuale si è rivelata efficace. È questa la conclusione cui sono giunti i rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni il 27 aprile 2026 in un evento congiunto a Berna. Sono stati compiuti progressi notevoli nel combattere la violenza domestica, segnatamente quella nei confronti delle donne. Gli attori politici hanno tuttavia constatato la necessità assoluta di ulteriori strumenti; i pertinenti lavori sono già stati avviati.

Campagna «L’uguaglianza previene la violenza»

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L’Ufficio federale di giustizia sostiene la campagna nazionale di prevenzione contro la violenza domestica, sessuale e di genere dell’Ufficio federale per l’uguaglianza tra donna e uomo.

Campagna «L’uguaglianza previene la violenza»

Lotta congiunta contro la violenza domestica e sessuale

I rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e della società civile hanno avviato un dialogo strategico per consolidare e coordinare l’azione contro la violenza domestica. I risultati di questo dialogo strategico sono confluiti nella roadmap del 30 aprile 2021 sotto forma di dieci campi d’azione. Nel 2023 la roadmap è stata integrata aggiungendo la lotta alla violenza sessuale.

Il 27 aprile 2026, a Berna, i rappresentanti del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), del Dipartimento federale dell’interno (DFI), della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) nonché della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) hanno tracciato un bilancio e pubblicato il relativo rapporto.

Il rapporto mostra il successo dell’impegno congiunto di Confederazione e Cantoni nel quadro della roadmap: l’attuazione di diverse misure a livello federale e cantonale ha permesso di compiere progressi notevoli in questo campo.

Il 142, numero nazionale per le vittime, è un pilastro importante nella lotta alla violenza domestica e sessuale. Il nuovo numero breve, operativo dal 1° maggio 2026, offre alle vittime e ai loro familiari un accesso rapido e semplice a vari servizi di assistenza.

Per la gestione delle minacce, i Cantoni hanno definito standard qualitativi uniformi, accolti con favore da tutti gli attori politici. La gestione delle minacce aiuta a individuare tempestivamente l’eventuale rischio di violenza individuale, a valutarlo e a contenerlo adottando misure adeguate.

La sorveglianza elettronica (electronic monitoring) ha permesso di potenziare notevolmente la protezione delle vittime. Dai progetti pilota cantonali emerge l’importanza di questo strumento, che nello specifico può variare a seconda della situazione. I Cantoni intendono rafforzare il coordinamento a livello nazionale per ricorrere all’electronic monitoring su più ampia scala in futuro.

Anche le misure proposte dall’Esecutivo nella legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati contribuiscono a meglio proteggere le vittime. Il Consiglio federale vuole facilitare alle vittime di violenza l’accesso alle prime cure prestate da personale medico specializzato, prevedendo in particolare la gratuità della documentazione medico-legale; questa può in seguito servire a fini probatori, aumentando la probabilità che la vittima sporga denuncia e il colpevole venga condannato. È inoltre previsto che i Cantoni potenzino l’offerta di alloggi di emergenza per le vittime e i familiari.

Lotta alla violenza sessuale

Durante la sessione estiva del 2023, le Camere federali hanno approvato una revisione generale del diritto penale in materia sessuale.

Concretamente è stato ridefinita la fattispecie della violenza carnale che finora presupponeva imperativamente la coazione sessuale. Ora questo elemento non è più richiesto ed è definita violenza carnale la congiunzione carnale o un atto analogo che implichi una penetrazione della vittima contro la sua volontà. Si applica infatti la cosiddetta «soluzione del rifiuto»: la vittima deve segnalare che non acconsente all’atto. Anche un no non verbale è considerato un rifiuto. Vengono tutelate anche le vittime in stato di shock che non riescono più a esprimere il loro rifiuto. Inoltre, la fattispecie della violenza carnale è ora formulata in modo neutro rispetto al genere. In precedenza, solo persone di sesso femminile potevano essere vittime di violenza carnale.

È stata introdotto anche la nuova fattispecie dell’«aggressione sessuale». Questa si realizza se qualcuno compie o fa compiere alla vittima un atto sessuale contro la sua volontà.

Secondo la ministra di giustizia Elisabeth Baume-Schneider, la revisione del diritto penale in materia sessuale costituisce una pietra miliare: si tratta di un compromesso con un ampio sostegno che traccia una linea chiara nei casi di violenza sessuale, è di facile applicazione per i tribunali e offre alle vittime una maggiore protezione.

Il Consiglio federale deciderà sull’entrata in vigore dopo la scadenza del termine di referendum.

Dibattito parlamentare

Protezione dalla violenza domestica

Il 1° aprile 2018 è entrata in vigore in Svizzera la Convenzione di Istanbul. Essa garantisce che la violenza contro le donne e quella domestica sia combattuta secondo standard simili in tutta l’Europa. L’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo del DFI coordina l’attuazione da parte dei Cantoni.

Il 14 dicembre 2018 il Parlamento ha deciso di migliorare la protezione delle vittime di violenza con misure di diritto civile e penale. Un procedimento penale per la commissione di determinati reati nel rapporto di coppia può essere sospeso e in seguito abbandonato su richiesta della vittima. Ora tale decisione spetta all’autorità penale. In tal modo si evita che la vittima opti per l’abbandono sotto la pressione dell’autore del reato. Questa norma è entrata in vigore il 1° luglio 2020. Inoltre, in futuro i divieti di contatto o di accedere a un'area potranno essere sorvegliati con dispositivi elettronici al braccio o alla caviglia. Queste disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2022.

Info complementari